Mostre ed eventi
collaterali

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Mostre previste

Mostre previste nel 2010

Marzo - maggio 2010

Generazioni: “Una bella famiglia come era”
41 Vintage Prints di Roberto Donetta. Mostra fotografica a cura di Maria Rosa Bozzini, Antonio Mariotti, Anna e Bruno Monguzzi.
Presentazione del prof. Renato Martinoni.

Inaugurazione: domenica 14 marzo 2010 alle 16:00, alla Casa Rotonda

Apertura: dal 14 marzo 2010 al 30 maggio 2010
  sabato e domenica e giorni festivi dalle 14:00 alle 17:00

Mostra Donetta: famiglia

Donetta: famiglia

S’inaugura domenica 14 marzo alle ore 16 alla Casa Rotonda di Casserio (frazione di Corzoneso) la prima mostra del cartellone 2010 dell’Archivio Donetta. Dopo l’esposizione dello scorso anno dedicata alla figura femminile, il programma sarà aperto da una nuova mostra tematica che presenta 41 Vintage Prints, scelte tra le oltre 600 stampe originali realizzate dallo stesso fotografo e conservate a Casserio insieme alle 5000 lastre negative impressionate da Roberto Donetta (1865-1932).

Il filo conduttore del racconto per immagini è questa volta l’idea di famiglia, intesa come nucleo fondamentale della società di allora e come luogo (fisico e affettivo) dove le diverse generazioni convivono mettendo a confronto le loro diverse esperienze.

Sul modello della pittura ottocentesca di stampo popolare, Donetta ha scattato molte fotografie che possono essere genericamente catalogate come «gruppi di famiglia», ma tra le stampe originali giunte fino a noi, la quantità e la qualità di questo tipo di immagini permette di allestire un’esposizione solo ampliando leggermente il campo d’indagine.

Mostra Donetta: matrimonio

Donetta: matrimonio

Si parte così dalle pochissime Vintage Prints rimaste della famiglia di Roberto Donetta per poi esplorare due filoni che documentano altrettante tappe di ogni vicenda famigliare dell’epoca (i bambini e il matrimonio) e giungere infine ai gruppi dove sono presenti due o più generazioni della stessa stirpe. Immagini, queste ultime, che mettono in evidenza la precisione di Donetta a livello compositivo e i diversi atteggiamenti nei confronti della fotografia che caratterizzavano le diverse fasce d’età e i diversi strati sociali della popolazione.

Giugno - agosto 2010

Mostra da confermare
I dettagli saranno resi noti appena possibile.

Settembre - novembre 2010

Mostra di fotografie di Christian Vogt
Dettagli sulla mostra seguiranno appena possibile.

2010

Mostre ed eventi del 2010

Il comunicato stampa in formato pdf oppure Word

La presentazione in formato pdf oppure Word

Marzo - maggio 2010

Generazioni: “Una bella famiglia come era”
41 Vintage Prints di Roberto Donetta. Mostra fotografica a cura di Maria Rosa Bozzini, Antonio Mariotti, Anna e Bruno Monguzzi.
Presentazione del prof. Renato Martinoni.

L'idea, il tema
Dopo l’esposizione dello scorso anno dedicata alla figura femminile, il programma 2010 sarà aperto da una nuova mostra tematica che presenta 41 Vintage Prints, scelte tra le oltre 600 stampe originali realizzate dallo stesso fotografo e conservate a Casserio insieme alle 5000 lastre negative impressionate da Roberto Donetta (1865-1932).

Il filo conduttore del racconto per immagini è questa volta l’idea di famiglia, intesa come nucleo fondamentale della società di allora e come luogo (fisico e affettivo) dove le diverse generazioni convivono mettendo a confronto le loro diverse esperienze.

Sul modello della pittura ottocentesca di stampo popolare, Donetta ha scattato molte fotografie che possono essere genericamente catalogate come «gruppi di famiglia», ma tra le stampe originali giunte fino a noi, la quantità e la qualità di questo tipo di immagini permette di allestire un’esposizione solo ampliando leggermente il campo d’indagine.

Le fotografie - Presentazione di Antonio Mariotti
«Non puoi negare che tu sia l’unica causa per cui d’una bella famiglia come era la nostra non rimane, te l’ho già detto, che un triste ricordo». Questa frase, tratta da una lettera alla moglie Teodolinda datata 29 ottobre 1914, ci fa penetrare per un momento nel cupo capitolo delle vicende famigliari di Roberto Donetta. Un aspetto della sua esistenza nel quale – come ha scritto Sandro Bianconi – «appaiono evidenti alcuni tratti della personalità di Donetta: lo spropositato egocentrismo, la testardaggine del montanaro, l’incapacità di mettersi in discussione, la negazione di ogni responsabilità nel fallimento familiare, il vittimismo». È però innegabile che proprio la totale e definitiva dissoluzione della famiglia Donetta contribuì in maniera determinante, dopo la morte solitaria del fotografo, a salvaguardare il suo archivio che, tra le mani dei discendenti, sarebbe molto probabilmente andato disperso se non addirittura distrutto. Oggi, le disavventure esistenziali di Roberto Donetta fanno quindi la fortuna dei suoi estimatori che possono godere, in pratica, dell’integralità della sua opera.

Nell’effettuare la scelta delle immagini per questa seconda mostra tematica dedicata alle Vintage Prints di Donetta, ci è subito parso chiaro che il filo conduttore del racconto dovesse essere l’idea di famiglia, intesa come nucleo fondamentale della società di allora e come luogo (fisico e affettivo) dove le diverse generazioni convivono mettendo a confronto le loro diverse esperienze. Sul modello della pittura ottocentesca di stampo popolare, Donetta ha scattato molte fotografie che possono essere genericamente catalogate come «gruppi di famiglia», ma tre le 600 stampe originali giunte fino a noi, la quantità e la qualità di questo tipo di immagini permette di allestire un’esposizione solo ampliando leggermente il campo d’indagine. Siamo così partiti dalle pochissime Vintage Prints rimaste della Famiglia Donetta per poi esplorare due filoni che documentano altrettante tappe di ogni vicenda famigliare dell’epoca (i bambini e il matrimonio) e giungere infine ai gruppi dove sono presenti due o più generazioni della stessa stirpe.

Mostra Donetta: famiglia

Donetta: famiglia

LA FAMIGLIA DONETTA (foto 1-4) – L’immagine che apre la mostra è l’unica stampa originale che rimane della famiglia Donetta almeno parzialmente riunita, tanto da lasciar supporre che il fotografo la tenesse appesa ai muri della sua dimora fino alla morte. Databile attorno agli ultimi anni del XIX secolo, essa ci presenta uno schema compositivo classico, che Donetta utilizza regolarmente: i genitori al centro, tra loro c’è il figlio più piccolo, dietro di loro la/il primogenita/o e disposti sui lati gli altri figli. A colpire particolarmente in questo scatto è l’assoluta assenza di felicità, la tristezza che avvolge tutto e tutti, tanto che persino il muro a secco che fa da sfondo appare freddo, ostile, «aguzzo». I segni della discordia che cova sotto la patina di «cenere» rappresentata dai vestiti del dì di festa sono palesi: Teodolinda, che stringe in mano un biglietto o una lettera, evita di volgere lo sguardo verso il marito e tantomeno verso l’apparecchio; gli altri – fotografo compreso – sembrano partecipare passivamente a un rito già vissuto decine di volte, ben consci del fatto che fingere la felicità su una foto non migliora certo le cose nella vita reale. Le foto n. 2 e n. 4 rientrano nel filone più creativo dell’opera di Donetta che sottintende un importante lavoro di post-produzione, come l’uso di mascherini fantasiosi in fase di stampa per la realizzazione di ritratti (in questo caso la stella a sei punte che incornicia il viso dell’ultimogenito Saul), o l’allestimento di vere e proprie messe in scena al momento dello scatto per la creazione di originali biglietti augurali (in questo caso è la figlia Giuseppina a posare all’aperto davanti a un fondale improvvisato, con indosso lo stesso vestito della foto n. 1 e con in mano un cartello con la scritta «Auguri»). L’ultima foto di questa breve serie è invece intrisa di crudo realismo e si inserisce nel filone «La famiglia Donetta al lavoro» che conta non pochi scatti.

BAMBINI (foto 5-12) – Pur essendo soggetti molto difficili da far posare, Donetta li fotografa spesso, soprattutto in occasione di Prime Comunioni o altre ricorrenze religiose. Questa breve serie si apre proprio con l’immagine di quattro maschietti e tre ragazzine in posa sulla porta della chiesa (5). Le ragazze, con i loro abitini bianchi e i veli che nascondono loro i capelli si prefigurano come piccole spose, simili a quelle che ritroveremo nelle foto di matrimoni. Oltre a due doppie esposizioni sulla stessa lastra – stratagemma spesso usato dai fotografi più «poveri» per risparmiare – (foto n. 6 e 10), da notare anche due soggetti poco usuali come la «scuola all’aperto» (7) e il gruppo di sei bambini di diverse età ritratto in un interno borghese attorno all’albero di Natale con il presepe (11). Appare invece davvero senza fondo la tristezza che si sprigiona dagli occhi dei due bimbi che mostrano (con ben scarso orgoglio) i giocattoli appena ricevuti in dono (foto n. 8).

Mostra Donetta: matrimonio

Donetta: matrimonio

MATRIMONI (foto 13-21) – Questa sezione si apre con la fotografia di una giovane coppia (fidanzata? già sposata?) che affascina sia per l’atteggiamento disinvolto sia per lo sfondo, al tempo stesso romantico e simbolico, della cascata. Pure molto disinvolte, e talmente espressive da «rubare la scena» agli sposi, le due giovani donne sedute che occupano il primo piano della foto n. 14. Un «furto» d’attenzione nei confronti dei supposti protagonisti della scena che si ripete anche nella foto n. 21, dove la coppia con bambino sulla destra risulta ben più interessante degli sposi. Non mancano due mini-reportage di un paio di scatti ciascuno (ritratto di coppia e foto di gruppo): nel primo (foto n. 15 e 16) colpisce l’originale vestito della sposa, con una «stola» tenuta insieme da una fascia sul petto, nel secondo (17 e 18) spicca il perfetto arrangiamento a piramide del gruppo con gli sposi alla base, ciò che valorizza il contrasto tra le diverse generazioni, i diversi tipi d’abbigliamento e i diversi atteggiamenti nei confronti della fotografia. Notevole anche l’arrangiamento della foto n. 19, quella di un matrimonio ricco, con l’inquadratura delimitata ai lati dalle finestre di uno stabile, forse il ristorante dove si sta preparando il banchetto, e in basso da una staccionata che conferisce alla scena un aspetto teatrale.

GRUPPI DI FAMIGLIA (foto 22-41) – Nella seconda parte della mostra possiamo scoprire le diverse strategie messe in atto dal fotografo, a seconda delle situazioni e del numero di persone da ritrarre. Le foto n. 26 e 27 ci propongono, ad esempio, due ritratti della stessa famiglia a diversi anni di distanza, con i figli che nel frattempo sono cresciuti ed aumentati di numero e i genitori – soprattutto la madre – che sono invecchiati. Molto interessante anche la foto n. 28 con la casa sullo sfondo che (solo metaforicamente o anche nella realtà?) occupa il centro dell’immagine e, quindi, dell’esistenza della famiglia in questione. Indimenticabile la figura del patriarca che domina la foto n. 29, il cui elegante fondale è stato molto probabilmente procurato dalla stessa famiglia. La foto n. 30 rappresenta l’esempio più rigoroso dello schema compositivo geometrico utilizzato da Donetta che in questo caso pare aver sistemato i suoi personaggi ad uno ad uno dopo aver preso le misure. Un composto ritratto borghese che contrasta in tutto e per tutto con quello ben più scanzonato della famiglia contandina (31) che pare colta sul vivo, in piena spontaneità. Una caratteristica ben presente anche nella foto n. 37, uno dei rari interni ripreso con abilità attraverso la porta o la finestra di una casa modesta inondata di luce. Le foto n. 32 e n. 39 mettono in particolare evidenza quel «gioco di mani» che è un altro elemento ricorrente dei ritratti di gruppo donettiani, un legame fisico voluto dal fotografo per mettere l’accento sulla solidarietà tra le persone. Nella foto n. 33 incuriosisce la presenza di due uomini con indosso i costumi delle milizie napoleoniche bleniesi. La foto n. 34 colpisce per la sapienza della composizione, grazie soprattutto all’intelligente uso dell’albero come «tribuna» dove sistemare alcuni personaggi. Infine, le due ultime immagini della mostra, pur se di non facile lettura, ci propongono una sorta di dissolvenza verso la luce, con il fotografo che ci saluta… con ultimo coup de chapeau.

2009

Mostre ed eventi del 2009

Mostra Spelterini: Eduard Spelterini

Eduard Spelterini

Marzo - maggio 2009

Mostra fotografica di Eduard Spelterini
Lo svizzero Eduard Spelterini, a partire dal 1880, è stato uno dei più attivi pionieri del volo in aerostato, divenendo una celebrità a livello internazionale. È stato il primo ad attraversare le Alpi, ma volò anche in tutta Europa, in Africa e in Medio Oriente. Le sensazionali fotografie riprese dall'alto, la tecnica e la qualità artistica incantano ancora oggi.

All'Archivio Donetta verrà presentato un tributo a questo artista, con una selezione delle sue più belle fotografie.

La mostra è disposizione delle scuole fino al 30 maggio 2009, previo accordo con l'Archivio.

Altre informazioni:

Eduard Spelterini (1852-1931)
Aviatore e pioniere del pallone aerostatico, il capitano Eduard Spelterini, (in origine Eduard Schweizer) nacque il 2 giugno 1852 a Bazenheid, nel Toggenburgo. Trascorse una parte della sua gioventù nel Nord Italia, in provincia di Como, vicino al confine con il Ticino, dove il padre gestiva una grande fattoria. Così il piccolo Edi frequentò le scuole di Lugano.

Mostra Spelterini: Laquinhorn

Spelterini: Laquinhorn

Aveva talento musicale e possedeva una voce molto bella, tanto che si iscrisse al Conservatorio di Parigi che frequentò per tre anni. Le conseguenze di una polmonite costrinsero il giovane a curarsi presso un centro termale nel sud della Francia. Fu proprio a Marsiglia, che Eduard vide il primo pallone aerostatico.

Ebbe l'occasione di fare il primo volo in pallone come passeggero, e fu così impressionato che abbandonò il Conservatorio per iscriversi all' ”Académie des aérostatiers”: l'accademia del volo di Parigi.

Il suo primo volo risale al 1880, l'ultimo al 1926; seguì corsi di accademie e scuole militari, dopo di che divenne capitano, comandando 570 voli con complessivamente 1237 passeggeri, fra i quali artisti, statisti, generali, principi, industriali, editori, ecc.

La fotografia dall'alto del pallone iniziò nel 1893; grazie ad essa Spelterini divenne molto popolare: fu il fotografo “da pallone aerostatico” più importante del suo tempo. Ammirevole la sua collezione “Sulle Nuvole”. Grazie alla padronanza di quattro lingue, tenne oltre 500 conferenze (alcune come “pubblicitario” della ferrovia Arth-Rigi Bahn).

Mostra Spelterini: Kairo

Spelterini: Kairo

L'artista, che si presentava con lo pseudonimo Spelterini, ai suoi tempi era però più conosciuto per i suoi voli in mongolfiera: famose le sue attraversate delle alpi, come pure il suoi voli in molti paesi quali Germania, Austria, Italia, Francia, Belgio, Danimarca, Polonia, Russia, Bulgaria, Egitto, Turchia e Sud Africa.

I suoi voli ebbero anche scopi scientifici: esponenti del mondo scientifico, fisici, biologi, medici e geografi erano interessati a questo nuovo mezzo per i loro progetti di ricerca. Nel 1914, in un grave incidente vicino a Bamberg, precipitò.

Con la fiducia in sé stesso e il suo coraggio, superò le situazioni più critiche. Nel 1925 divenne membro onorario del “Royal Club de Belgique” e nel 1926 dell'Aero-Club Svizzero. Nonostante le sue famose imprese e le onoreficenze ottenute nel corso della sua lunga attività, visse gli ultimi anni della sua vita da solo e dimenticato.

Morì il 16 giugno 1931 a Vöcklabruck (Austria). Nel 1932, a Bazenheid, si tenne una celebrazione dove venne inaugurata una targa in memoria di Spelterini. Anche nel cimitero di Vöcklabruck, nel 1934, venne posato un monumento, donato dalla sua città di origine Bazenheid e dai suoi amici svizzeri.


Il comunicato stampa in formato pdf oppure Word

La presentazione in formato pdf oppure Word

Ausstellungspräsentation auf Deutsch im pdf oder Word Format



Articolo di Antonio Mariotti sul Corriere del Ticino del 15.06.2009

Giugno - agosto 2009

Le donne di Roberto Donetta (presentazione di Antonio Mariotti)
Trentanove Vintage Prints

Mostra a cura di Maria Rosa Bozzini, Antonio Mariotti, Anna e Bruno Monguzzi

L'idea, il tema
Dopo una proficua serie di mostre e di pubblicazioni basate sugli eccezionali ingrandimenti realizzati con maestria e pazienza da Alberto Flammer a partire dai negativi originali in vetro, la Fondazione Roberto Donetta si propone ora di valorizzare un altro aspetto del patrimonio unico che è chiamata a conservare: le Vintage Prints. Le stampe originali realizzate da Roberto Donetta e conservate nell’archivio di Casserio sono circa 600, sono state sottoposte a trattamento conservativo grazie all’intervento di Memoriav, la Fondazione svizzera per la conservazione del patrimonio audiovisivo, ma al contrario delle lastre in vetro non sono state digitalizzate e non sono quindi consultabili nemmeno sul nuovo sito internet dell’archivio. A dire il vero non esiste neppure una lista precisa di queste fotografie. Realizzare una mostra volendo utilizzare queste immagini significa quindi immergersi nella montagna di stampe conservate nel «forziere» al primo piano della Casa Rotonda e andare alla scoperta di una dimensione ancora poco conosciuta del lavoro di Donetta. È vero, alcuni dei soggetti scelti erano già presenti tra le stampe di Flammer e sono già stati esposti o pubblicati, ma il fascino degli originali (tutti copie a contatto, realizzate cioè senza l’ausilio di un ingranditore ma con un semplice torchietto che Donetta esponeva per qualche secondo alla luce del sole) sta soprattutto nel fatto di conservare ancora ben impressa l’«impronta» del loro autore.

Roberto Donetta: Le sorelle Belgeri

Roberto Donetta: Le sorelle Belgeri

Per questa prima mostra di Vintage Prints, la scelta delle immagini (effettuata insieme a Maria Rosa Bozzini e ad Anna e Bruno Monguzzi) si è basata in modo particolare sulla «presenza fisica» sulla carta della mano del fotografo. Una mano che segna indelebilmente l’opera attraverso interventi di colore, tratti di penna, tagli, l’uso di mascherini, doppie esposizioni, ecc.. Questa mostra è quindi l’occasione per scoprire alcune foto inedite di Donetta (gli inediti sono ancora moltissimi, ma non tutti potranno essere ristampati con risultati soddisfacenti a causa dello stato di conservazione non sempre idoneo delle lastre) ma anche di riscoprirne altre nell’interpretazione del loro autore che aveva ovviamente a disposizione lastre appena sviluppate. Non mancano inoltre immagini che vanno a completare serie note solo in parte, come i ritratti delle operaie della fabbrica Cima Norma di Dangio.

Quanto alla scelta del tema, confessiamo che – per questa prima mostra di Vintage Prints – abbiamo voluto «andare sul sicuro» scegliendo di concentrarci sull’«altra metà del cielo» nell’opera di Donetta non tanto per l’assonanza con il cognome del fotografo, ma poiché eravamo certi a priori che questo percorso ci avrebbe permesso di presentare alcuni generi ricorrenti nella sua opera, come il ritratto singolo e quello di gruppo, soprattutto di ambientazione familiare. In futuro, sfruttando il patrimonio di Vintage Prints a disposizione, potranno essere abbordate anche altre tematiche, come il paesaggio, i segni del progresso, il lavoro, la montagna, il turismo o le tradizioni religiose.

Le fotografie
La mostra si apre con la fotografia nella quale Roberto Donetta isola con il colore bianco a tempera il volto di una donna all’interno di un gruppo. Il fotografo intendeva quasi certamente effettuare una riproduzione per un ritratto singolo e questo suo intervento delimita simbolicamente in maniera perfetta il soggetto che ci interessa all’interno del contesto sociale generale, evidenziandone la peculiarità. Partendo da questa immagine-simbolo (che abbiamo interpretato quasi come un segno dal cielo), l’allestimento curato da Anna e Bruno Monguzzi si sviluppa lungo un percorso all’interno del quale i richiami incrociati di tipo estetico, grafico, spaziale, contenutistico o cromatico (le fotografie sono ovviamente tutte in bianco e nero ma ciascuna possiede una propria gamma di tinte) guidano e sorprendono continuamente l’occhio e la mente dell’osservatore.

Nel primo gruppo di immagini è la già citata presenza della «mano» del fotografo a contare in modo particolare. Donetta non soltanto isola un personaggio, ma da un ritratto compiuto (la donna elegante davanti al fondale appoggiata al comodino con il mazzo di fiori) «estrae» un busto sospeso a mezz’aria. In un altro caso duplica una bambinetta che lo fissa curiosa, creando una coppia di gemelle grazie a una doppia esposizione sulla stessa lastra.

Nel secondo gruppo spicca l’ormai celebre immagine della donna con il foulard nero che mostra un ritratto di quella che potrebbe essere sua madre o lei stessa, sorta di mise en abîme dell’atto fotografico che può moltiplicare all’infinito una realtà dentro un’altra realtà. Ma cosa sarebbe la fotografia senza il sale della composizione? Un’arte ben insipida, come ci dimostra Donetta con due immagini di donne eleganti dal taglio classico (la ciclista che pare pronta a pedalare per chilometri, la viandante che pare srotoli la strada dietro di sé), ma anche con un quartetto di donne colto sull’istante e ricco di spontaneità e naturalezza. Da notare che (come testimonia la lastra no. 168) Donetta interverrà su quest’ultima immagine cancellando le tre figure sullo sfondo ed evidenziando quella in primo piano che porta (secondo la moda del tempo?) l’orologio al polso sopra il vestito. La Vintage Print in mostra si può quindi considerare un unicum, la versione originale di un’immagine scomparsa per sempre, stravolta dal fotografo per motivi prettamente commerciali.

Il terzo gruppo di foto si potrebbe definire quello delle «mani»: mani che uniscono diverse generazioni, mani che sostengono, che aiutano. Mani che s’incrociano o che, con il passare dell’età, si limitano a riposare nel grembo di coloro che hanno svolto i lavori più duri e quelli più delicati.

Roberto Donetta: Operaie della Cima Norma

Roberto Donetta: Operaie della Cima Norma

Il quarto gruppo è invece quello delle operaie della Cima Norma: donne-bambine a metà strada tra il mondo religioso e quello laico, donne in bianco (camicetta) e nero (gonna) con i capelli ordinatamente raccolti, che amano farsi ritrarre con in mano un libro (lo stesso per tutte?) sotto l’occhio vigile delle suore che le sorvegliano. Donetta le mette in posa con le spalle al muro, di faccia o di profilo, ognuna per sé e tutte per la fabbrica, in fila come se dovesse fucilarle e non fotografarle, individuando con segnacci rossi forse quelle che hanno superato la timidezza iniziale e gli hanno ordinato uno o più ritratti. Sono foto scattate «a distanza», a persone sconosciute, che vivono in valle solo per il guadagno sicuro. Niente a che vedere con l’intimità che contraddistingue, ad esempio, il ritratto fluviale delle affascinanti sorelle Belgeri, sdraiate nell’erba e drappeggiate come dee dell’antica Grecia. Niente a che vedere neppure con l’immagine che chiude la mostra (le altre ve le lasciamo scoprire da soli): quella della giovane che più che morta pare addormentata, pronta a risvegliarsi di colpo per regalare un ultimo sorriso all’incredulo fotografo.


Settembre - novembre 2009

Mostra dell'artista Guido Gonzato
Guido Gonzato nacque a Colognola ai Colli, in provincia di Verona, il 13 agosto 1896.
Primogenito di 10 figli si iscrive prestissimo all'Accademia Cignaroli di Verona. Dovrà tuttavia interrompere gli studi, perchè la famiglia, per un seguito di avversità, tra cui l'incendio di casa, sarà costretta ad emigrare e a trasferirsi in Svizzera.
Dal 1913 la famiglia Gonzato è a Chiasso e il giovane Guido farà un po' di tutti i mestieri: manovale, facchino, erbivendolo. Sarà così di aiuto alla numerosa famiglia.
Nel 1918 potrà riprendere gli studi, anche se contemporaneamente avrà altre attività.
Nel 1924 si sposa con Dida Romanzini, di religione protestante, e mette su casa presso Balerna. Dal matrimonio nasceranno tre figlie. In quello stesso anno è presente alla biennale di Venezia con alcune opere.
Anche in seguito, dal 1934 al 1948, parteciperà alle altre rassegne veneziane di arte contemporanea.
Tra il 1925 e il 1929 soffre di una grave malattia agli occhi e corre il pericolo di perdere la vista. È pure in questi anni che viene fondata un'associazione che si impegnerà ad acquistare quadri del pittore.
Nel 1929 fa un viaggio in Norvegia, in compagnia del pittore Filiberto Minozzi, pure veronese, e di Adolfo Wildt, scultore. I tre artisti espongono insieme a Oslo.
Intanto la famiglia del pittore si trasferisce da Balerna ad Obino, sopra Castel San Pietro, dove rimarrà per una quindicina d'anni.
Nel 1933 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria del Milione a Milano, e nello stesso anno espone anche a Basilea.
Nel 1934 vince il premio Campione d'Italia e l'anno seguente espone a Roma alla Galleria Bragaglia e a Torino, allo Studio Casorati e Paulucci.
Altre esposizioni, personali e collettive, si succedono negli anni seguenti a Parigi, a Genova e ad Amsterdam.
Le mostre di Milano, ancora alla Galleria del Milione, e di Genova nel 1940, segnano anche la fine di un periodo in cui Gonzato è presente all'estero con esposizioni.
Dopo la guerra si trasferisce a Mendrisio e intraprende qualche viaggio in Italia e Spagna.
Dal 1950 al 1955 ha uno studio anche a Zurigo, in una casa per artisti, costruita dalla città. Nel 1945, in questa città, apre una mostra alla Galleria Aktuarius e nel 1951 un'altra al Kongreshaus.
Guido Gonzato morì il 21 ottobre 1955 a Mendrisio ed è sepolto nel cimitero di Castel San Pietro.

Negli anni Trenta un emigrante, Giulio Veglio, commissionò all’artista Gonzato una serie di dipinti che ritraevano Corzoneso e la Valle. Per un quarto di secolo queste tele rimasero a Corzoneso, nell’Osteria Ospitale, oggi non più esistente, e in seguito furono acquisite da una famiglia originaria del paese, tuttora proprietaria delle opere.
Grazie alla disponibilità della figlia dell’artista, si sono potuti integrare altri dipinti dello stesso periodo, dedicati a questo tema, per l’esposizione presso l’Archivio Donetta a Corzoneso che segna il ritorno in Valle di Blenio dei dipinti di Guido Gonzato.

2008

Mostre ed eventi del 2008

Ottobre 2008 - gennaio 2009

Omaggio a Giovanni Bianconi

Mostra in omaggio a Giovanni Bianconi
a cura di Marco Gurtner.

Corzoneso, Casa Rotonda
Biasca, Casa Cavalier Pellanda

Il museo Casa Cavalier Pellanda di Biasca, e la Fondazione Archivio fotografico Ronerto Donetta, che ha sede presso la Casa Rotonda a Corzoneso, ospitano dal 18 ottobre al 25 gennaio 2009 un'importante mostra dedicata all'opera di Giovanni Bianconi.
Figura poliedrica di intellettuale e di artista, Bianconi è particolarmente conosciuto e apprezzato quale silografo, e considerato in quest'arte come uno dei più significativi del suo tempo in Svizzera. Pittore di rara sensibilità, Bianconi ha praticato la pittura occasionalmente, ma spesso con esiti notevoli.
Attraverso varie pubblicazioni conosciamo poi la poesia in dialetto, dove ancora una volta Bianconi stupisce per l'intensità e bellezza dei suoi versi, anche se spesso conditi da un'amara ironia...
Ma non è tutto, l'instancabile artista e intellettuale di Minusio ha consacrato una buona parte del suo lavoro anche all'etnografia, dove ha realizzato oltre 5'000 fotografie in tutte le regioni del nostro Cantone, molteplici disegni illustrativi, e tutto è descritto da precise annotazioni tecniche sugli usi e costumi, nonché sugli insediamenti e le abitazioni rurali, un lavoro immenso e prezioso che non poteva mancare in questa mostra, dove gli intenti sono quelli di mettere in luce, per la prima volta, tutti campi di attività di Giovanni Bianconi, il quale si rivela per davvero un unicum all'interno del panorama culturale e artistico del Cantone Ticino.

Giugno - settembre 2008

Roberto Donetta

Mostra fotografica di Roberto Donetta
Verrà presentata una selezione di opere del fotografo Roberto Donetta che visse fra il 1865 e il 1932 a Corzoneso.

Le ristampe, a cura del fotografo Alberto Flammer, provengono dal patrimonio di 5000 lastre fotografiche conservate nell'Archivio che documentano vita e fatti della valle di Blenio agli inizi del secolo scorso. Oltre a fornire preziose indicazioni sulla società del tempo le opere del Donetta, che morì in povertà nel 1932, sono apprezzate per l'elevata qualità artistica, riconosciuta dalle maggiori autorità fotografiche svizzere come la Fondazione svizzera per la fotografia e Memoriav, l'Associazione per la salvaguardia della memoria audiovisiva in Svizzera

Durante l'estate l'esposizione di Roberto Donetta sarà a disposizione delle scuole a giugno e settembre


Marzo - maggio 2008

Luca Minotti: “Ex Monteforno”
Luca Minotti nato a Bellinzona nel 1966. A metà anni novanta ha iniziato la sua ricerca artistica come fotografo autodidatta. Ha ricevuto il premio 1997 di fotografia, concorso organizzato dalla Società Ticinese di Belle Arti, mentre nel 1998 ha ricevuto il premio federale delle arti applicate sezione fotografia.
Nel 2000 ha realizzato negli stabili della ex Monteforno "equilibri" 9 sculture in acciaio di grandi dimensioni. In seguito ha prodotto una serie di mobili e oggetti di design in acciaio.
Dal 2002 si è mosso nel mondo della subcultura dove ha realizzato performances, installazioni, design post industriale, sculture funzionali e contributi vari.
Nel 2003, 2005, 2006, 2007 ha partecipato al Robodock festival di Amsterdam.
Nel 2007 ha lavorato a Mannheim con Robodock crew, le compagnie teatrali russe Derevo e AKHE, alla produzione della 6 giorni di teatro e performances "the wheel of power".

2007

Mostre ed eventi del 2007

Settembre - dicembre 2007

Lorenzo Cambin - Opere
"Le opere di Cambin sono strutture senza fine, organismi che crescono con andamento continuo in analogia con la crescita vegetale".
Lorenzo Cambin, artista nato a Lugano, ha esposto in Svizzera, Italia, Francia, Spagna. Senza abbandonare il lavoro sul segno, a cui si e' dedicato fin dalle prime prove pittoriche, Lorenzo Cambin cerca oggi di inglobare un'idea di natura nel proprio fare artistico e preferisce realizzare oggetti e installazioni. Nella produzione tridimensionale il confronto con l'ambiente è più' diretto e la manipolazione artistica si fa più naturale, nella misura in cui cerca di mettere natura e artificio in un rapporto di circolarità.

Luglio - settembre 2007

Roberto Donetta

Mostra fotografica di Roberto Donetta e presentazione di un nuovo libro
Verrà presentata una nuova selezione di opere del fotografo Roberto Donetta che visse fra il 1865 e il 1932 a Corzoneso.
Le ristampe, a cura del fotografo Alberto Flammer, provengono dal patrimonio di 5000 lastre fotografiche conservate nell'Archivio che documentano vita e fatti della valle di Blenio agli inizi del secolo scorso. Oltre a fornire preziose indicazioni sulla società del tempo le opere del Donetta, che morì in povertà nel 1932, sono apprezzate per l'elevata qualità artistica, riconosciuta dalle maggiori autorità fotografiche svizzere come la Fondazione svizzera per la fotografia e Memoriav, l'Associazione per la salvaguardia della memoria audiovisiva in Svizzera.
Come negli scorsi anni l'inaugurazione della mostra estiva alla Casa Rotonda sarà accompagnata da un momento musicale. Quest'anno ad esibirsi sarà il “Tanguedia duo”, con Claudio Farinone alla chitarra e Barbara Tartari al flauto. Nato dieci anni fa con un repertorio basato su arrangiamenti del noto compositore e bandoneonista argentino Astor Piazzolla il duo ultimamente propone un repertorio di autori contemporanei in una commistione fra musica popolare e musica colta.
In occasione dell'inaugurazione vi sarà pure la presentazione del nuovo libro relativo alla mostra pubblicato dalla Fondazione: “L'arte del rendere visibile”.

Marzo - maggio 2007

Mostra fotografie di Monique Jacot
in collaborazione con la Fondazione Svizzera per la Fotografia.
La Fondazione Svizzera per la Fotografia (www.fotostiftung.ch), fondata nel 1971, è la prima istituzione svizzera consacrata esclusivamente alla fotografia. Nei suoi locali a Winterthur, gestisce una vasta collezione comprendente più di 50'000 stampe originali e gli archivi e i fondi fotografici di una cinquantina di eminenti fotografi. La fondazione organizza delle esposizioni, si occupa di pubblicazioni e promuove la ricerca scientifica nel campo della storia della fotografia svizzera.
Con il Fotomuseum di Winterthur, dirige un centro per la fotografia che comprende una superficie d'esposizione di 13'000 mq, una biblioteca specializzata e un ristorante. Organizza pure diverse manifestazioni a margine delle esposizioni.
Dal 4 marzo al 6 maggio 2007, la Fondazione Svizzera per la Fotografia presenta un'esposizione di fotografie di Monique Jacot alla Casa Rotonda di Corzoneso. Il lavoro di questa fotografa romanda, iniziato negli anni ‘50 e dapprima dedicato al reportage sociale, si orienta attualmente verso una dimensione più lirica e intima nei suoi lavori di transfert da supporto Polaroid.

2006

Mostre ed eventi del 2006

Settembre - dicembre 2006

Mostra artista Flavio Paolucci
Apertura: da domenica 24 settembre a domenica 12 novembre
14.00 / 17.00 sabato, domenica e festivi
Vernice: sabato 23 settembre, alle 16:00

Luglio - settembre 2006

Mostra fotografica Roberto Donetta
Apertura: da domenica 2 luglio a domenica 3 settembre
14.00 / 17.00 giovedì, venerdì, sabato, domenica e festivi
Vernice: sabato 1 luglio, alle 17:00
In occasione dell'inaugurazione saranno letti dei testi sulla vita del fotografo e alle 19:00 il duo Vent Negru proporrà un concerto con canti e musica del repertorio popolare ticinese e lombardo.

Aprile - giugno 2006

Mostra fotografica Reto Rigassi
Apertura: da domenica 2 aprile a domenica 18 giugno
14.00 / 17.00 sabato, domenica e festivi
Vernice: sabato 1 aprile, alle 16:00

2005

Mostre ed eventi del 2005

Settembre - novembre 2005

Mostra Ubaldo Monico
Inaugurazione: sabato 24 settembre 2005 alle 17.00
Apertura: da domenica 25 settembre 2005 a domenica 13 novembre 2005

Luglio - settembre 2005

Mostra fotografica Roberto Donetta
Apertura: da domenica 3 luglio 2005 a domenica 4 settembre 2005
14.00 / 17.00 giovedì, venerdì, sabato, domenica e festivi

Aprile - giugno 2005

Mostra fotografica Fausto Gerevini
Inaugurazione: sabato 2 aprile 2005 alle 17.00
Apertura: da domenica 3 aprile 2005 a domenica 12 giugno 2005

2004

Mostre ed eventi del 2004

Settembre - dicembre 2004

Omaggio a Giovanni Genucchi 1904-1979
Casa Rotonda, Corzoneso (Casserio)
Ritratti e temi religiosi
Vernice: sabato 25 settembre 2004, alle 17:00

Omaggio a Giovanni Genucchi 1904-1979
Villa dei Cedri, Bellinzona
Intorno al Fondo Genucchi di Villa dei Cedri e Massimo Cavalli Carte 1960-2003
Vernice: giovedì 23 settembre, 2004 alle 18:00

Luglio - settembre 2004

Mostra Fotografica Roberto Donetta
Apertura: 3.07.2004 - 5.09.2004
Vernice: sabato 3.07.2004, alle 17.00

Aprile - maggio 2004

Mostra Fotografica Alberto Flammer
Apertura: 3.04.2004 - 31.05.2004
Vernice: 3.05.2004 alle 17.00

2003

Mostre ed eventi del 2003

Settembre - novembre 2003

Roberto Donetta: Pioniere della fotografia nel Ticino intorno al '900.
Museum im Bellpark a Kriens (www.kriens.ch)
Apertura: 27.09.2003 - 09.11.2003

Evento nel quadro della mostra: colloquio con il fotografo Alberto Flammer, uno dei conoscitori più profondi dell'opera di Donetta.

2001

Partecipazione alla collettiva «Au Fil du Temp» presso la Mèque Valais - Image et Son, Martigny

2000

Venezia Immagine: 2° Salone della Fotografia Storica Moderna e Contemporanea
Venezia, presso il Consolato di Svizzera, Mostra fotografica nel contesto

Roberto Donetta, pioniere della fotografia nel Ticino di inizio ‘900
Bassano del Grappa, Mostra fotografica

1993

Roberto Donetta pioniere della fotografia nel Ticino di inizio secolo
Lugano, Museo Cantonale d’Arte

1991

Mostra di 200 fotografie su vari temi
Corzoneso, Casa Arcioni

1987

Il Ticino e i suoi fotografi
Lugano, Museo Cantonale d’Arte: alcune fotografie vengono esposte nell’ambito della mostra.

1984

Mostra di 250 fotografie, soprattutto di matrimoni
Corzoneso, casa comunale

© Fondazione Archivio Fotografico Roberto Donetta